La Francigena nei Castelli Romani

All'interno del territorio dei Castelli Romani sono comprese due tappe del percorso Fossanova-Roma: l'intera quinta e parte della sesta.
La quinta tappa in 18 km. conduce da Velletri (a 332 m. slm) sino a Castelgandolfo (a 426 m. slm), attraversando aree di bosco caratterizzate da diversi livelli di quota.

Invece la sesta tappa è lunga 20 km e porta da Castelgandolfo a Roma, perlopiù lungo la Via Appia.

5° TAPPA
Dalla piazza Garibaldi di Velletri si prende via Appia Nord, usciti dal centro urbano si svolta a destra percorrendo una serie di stradine che, salendo di quota, ci portano all'ingresso del Parco Regionale dei Castelli Romani. Attraversata una serie di sentieri, all'interno di un fitto bosco di castagni, si giunge su via Nemorense.

Risalendo quest'ultima via, si entra nell'incantevole borgo di Nemi (521 m. slm), la cui struttura urbanistica si è sviluppata durante il medioevo conservandone ancora oggi l'impronta. Entrati nel centro urbano, si supera a sinistra la Chiesa del Crocifisso, si giunge davanti a Palazzo Ruspoli e da lì sul Belvedere, da dove si gode di uno splendido panorama che ci consente di ammirare il litorale romano, i resti del Santuario della dea Diana e il Museo delle Navi Romane.

Dal belvedere si prende la circumlacuale e da qui a destra un sentiero segnato dal CAI (nr. 511), immersi nuovamente nei verdi boschi del Parco Regionale. Il sentiero è quanto mai vario. Il fondo è normalmente agibile, ma non mancano scomodi tratti su grosse rocce, su argilla o su fondo di foglie; si incontrano una fonte ed una grotta.

Si arriva alla Via dei Laghi e si cammina paralleli a questa per un tratto, entrando poi nel bosco fino ad un sentiero di cui si scopre il basolato romano. Ad un certo punto il sentiero sottopassa la strada Rocca di Papa-Ariccia; deviando a destra si arriva ad un sentiero alto sul bordo del lago di Albano/Castel Gandolfo. 

Di qui si prende a sinistra una delle più belle passeggiate del Lazio, fiancheggiata da alberi, tra cui a tratti si vede il lago, mentre sulla sinistra abbiamo il bosco ed interrato c'è un piccolo acquedotto romano. Alla fine del sentiero si giunge al Monastero dei Cappuccini, nel Comune di Albano Laziale.

Di qui si prosegue sulla strada asfaltata che costeggia il lago, raggiungendo Castel Gandolfo e finendo la tappa in piazza della Libertà, sulla quale si affaccia il Palazzo Pontificio, sede delle vacanze estive del Papa; sulla stessa piazza sono anche la chiesa di San Tommaso da Villanova e la fontana, ambedue opera del Bernini.

6° TAPPA
Quest'ultima tappa, la più solenne dell'intero percorso, lascia il territorio dei Castelli Romani per giungere alla Città Eterna percorrendo la Regina Viarum, la via consolare Appia Antica. Impossibile non avvertire la suggestione del luogo: il basolato ancora percepibile ricorda i passi delle legioni, degli Apostoli, dei pellegrini; gli antichi monumenti ricordano i nomi degli antichi romani ivi sepolti, resti di grandi edifici ricordano i potenti della capitale d'Europa, i cipressi che la costeggiano completano il quadro. Si arriva a famose catacombe e poi all'umile chiesetta detta del "Quo vadis?" eretta dove Cristo apparve a S. Pietro.

Partendo da piazza della Libertà, si costeggia il centro storico di Castel Gandolfo avendo sul lato destro una meravigliosa vista sul lago Albano. Ci si immette in una serie di stradine di campagna che attraversano il comune di Marino, fino a giungere su via del Sassone; da qui, fiancheggiando l'Abbazia dei Frati Trappisti di Frattocchie, si attraversano le vie Appia Nuova e Nettunense e si entra nel Parco Regionale dell'Appia Antica.

Percorrendo le prime due miglia (XI-X) è possibile rinvenire tracce delle macere che delimitavano l'area demaniale secondo la sistemazione ottocentesca, tra rovine di torrette su cisterne e mausolei e ritrovare lembi di quel paesaggio, qui più rigoglioso, che si inerpica sui colli con vigne e frutteti sullo sfondo dei più suggestivi panorami del vulcano laziale. Dal IX miglio (altezza Tomba di Gallieno, comune di Ciampino) fino al mausoleo di Cecilia Metella ancora oggi una suggestiva cornice di pini e cipressi connota il paesaggio della via Appia, secondo quell'assetto di "museo all'aperto" concepito nella metà dell' 800 da Luigi Canina. Quello che va da Casal Rotondo a Cecilia Metella (VI-III miglio) è il tratto più monumentale della strada caratterizzato su ambedue i lati da un susseguirsi ininterrotto di edifici sepolcrali di varie tipologie, costruiti con differenti tecniche edilizie, dall'età repubblicana alla tarda età imperiale.

Prima della Porta San Sebastiano e del bivio con l'Appia Pignatelli si prende a sinistra l'antica Via delle Sette Chiese e percorrendola si raggiunge la Basilica di S. Paolo fuori le mura, punto di arrivo della Via di S. Paolo, da dove lungo gli argini del Tevere si raggiunge Ponte Vittorio, Via della Conciliazione e la Basilica di S. Pietro.