La Religiosità Pagana

Le antiche testimonianze di culti religiosi presenti su questo territorio non appartengono soltanto alla cristianità, in quanto la zona dei Colli Albani è stata abitata sin dal paleolitico ed importanti tracce dei riti pagani che qui si celebravano sono state lasciate sia dai Latini che dai Romani.

A LANUVIO rimangono vistose testimonianze del Tempio di Giunone Sospita, che era situato sull'acropoli e dove si custodiva in una grotta il serpente sacro alla dea. Il culto lanuvino di Giunone Sospita era molto sentito anche dai Romani, i quali (come riporta Livio) fecero concessioni a Lanuvium a condizione che il loro Tempio ed il circostante bosco sacro fosse lasciato in comune con il popolo romano.

A MARINO si visita il famoso Mitreo, affrescato con scene inerenti il culto misterico del dio persiano Mithra, diffuso a Roma e in tutto l'Occidente da mercanti e militari.

A NEMI, lungo le rive del lago, si trovano i resti di un grande complesso templare, il Tempio di Diana, importante luogo di culto della Lega Latina, consacrato insieme a tutto il bosco circostante alla dea protettrice della caccia e della pesca.

A ROCCA DI PAPA, sul Monte Cavo - cioè l'antico Mons Albanum dei Latini - si trovava il Tempio di Giove Laziale, importante centro di culto dove le popolazioni confederate nella Lega Latina si riunivano ogni anno per le celebrazioni dette Feriae Latinae. Al Tempio si giungeva percorrendo la Via Sacra, che partiva dalla Via Appia lungo le rive del Lago Albano: oggi di tale strada si conserva bene un tratto di circa 6 km lastricato in basalto, da percorrere fra i boschi.