La Via Francigena del Sud

La Francigena del Sud era il percorso, o meglio una rete di percorsi, che univa Roma a Brindisi, principale imbarco dei pellegrini verso la Terra Santa. Ma lo stesso percorso veniva utilizzato anche in senso inverso dai viandanti provenienti dal Sud Italia e diretti in pellegrinaggio nella città di San Pietro.

Inizialmente fu utilizzato il tracciato delle vie consolari romane, Via Appia e la Via Latina, percorsi obbligati di pellegrini, di mercanti e di eserciti, in cammino verso i porti del Sud Italia e il Medio Oriente, oppure di ritorno a Roma da quei luoghi.

La Via Latina - dal IX secolo Via Casilina - partiva dalla omonima porta delle mura aureliane, attraversando i Colli Albani, proseguendo verso il basso Lazio e la Campania. La Via Prenestina e la Via Labicana furono le più importanti vie di collegamento con la Via Latina, da quest'ultima partivano una serie di percorsi trasversali che la collegavano ad alcuni abitati interni e alla via Appia. I punti di raccordo della rete erano Capua e Benevento, da dove si prendeva l'Appia Traiana, che tagliava l'Italia da Ovest a Est.

Oltre alle vie principali, la rete era costituita da una viabilità secondaria fondata su una trama di sentieri di montagna e di stradine di origine magno-greca. Lo sviluppo di questo intreccio viario minore fu originato dalla nascita di nuovi insediamenti e dal commercio, e segnò la fine della concezione romana della viabilità lineare.

IL TRATTO DELLA VIA FRANCIGENA DEL SUD DA FOSSANOVA A ROMA

La Via Francigena del Sud, nella sua parte che attraversa la regione Lazio e più in particolare i Monti Lepini ed i Colli Albani, è un percorso generalmente di media difficoltà, con caratteristiche tali che la rendono attraente e praticabile da una vasta gamma di "aspiranti pellegrini". La situazione climatica la rende percorribile agevolmente per tutto l'arco dei dodici mesi. Il tracciato attraversa centri medievali, edifici storici inalterati nei secoli, basiliche ed abbazie, conventi e santuari di grandissima rilevanza non solo religiosa ma anche artistica e culturale come poche altre zone appenniniche.

La Via Francigena del Sud - che in questo tratto si potrebbe chiamare il Cammino di S. Tommaso d'Aquino – unisce l'Abbazia di Fossanova (dove S. Tommaso morì) a Roma in sei tappe:

1° tappa: in 21 km da Fossanova (17 m. slm) a Sezze (319 m. slm);
2° tappa: in 26 km da Sezze (319 m. slm) a Sermoneta (257 m. slm);
3° tappa: in 16,3 km da Sermoneta (257 m. slm) a Cori (384 m. slm);
4° tappa: in 22 km da Cori (384 m. slm) a Velletri (332 m. slm);
5° tappa: in 18 km da Velletri (332 m. slm) a Castelgandolfo (426 m. slm);
6° tappa: in 20 km da Castelgandolfo (426 m. slm) a Roma (20 m. slm).

C'è poi una variante che - sempre da Fossanova - passa per Maenza e Roccagorga, poi da Carpineto Romano e Segni, raggiungendo Velletri via Artena, per proseguire verso Castelgandolfo e Roma. Essa consente di camminare "sulle orme dei Papi". Infatti questa terra è patria di tre pontefici: Innocenzo III e S. Vitaliano (che nacquero a Segni), e Leone XIII che nacque a Carpineto.

Il grande valore della Via Francigena del Sud è dato anche dal fatto che consente al pellegrino di raggiungere il centro di Roma attraverso l'accesso più bello e ricco di storia che ci sia: stiamo parlando dei parchi dei Castelli Romani e dell'Appia Antica.
Da qui, attraverso Via delle Sette Chiese, i pellegrini raggiungono la Basilica di S. Paolo fuori le mura, cioè lo stesso punto di arrivo del cammino di S. Paolo, proveniente dalla Sicilia e dalla Calabria. Poi lungo gli argini del Tevere, guadagnati a Ponte Marconi, si può arrivare a piedi in piena sicurezza in Via della Conciliazione ed alla Basilica di S. Pietro.

Per altro verso, cioè in direzione sud, dall'Abbazia di Fossanova, passando da Sonnino ed attraversando il meraviglioso Parco degli Ausoni, il camminatore può raggiungere l'Abbazia di Montecassino, seconda grande tappa in direzione di Monte S. Angelo in Puglia, a completare la Via Francigena del Sud verso Gerusalemme e La Terra Santa.